Ictus cos'è sintomi Giornata mondiale del cervello World Brain Day
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Il 22 luglio è il World Brain Day, la Giornata mondiale del cervello. Il tema scelto per quest’anno è l’ictus, che ogni anno colpisce un individuo su sei in tutto il mondo, causando la morte di 6 milioni di persone.

Cos’è l’ictus?

L’ictus sopraggiunge quando il sangue improvvisamente non affluisce più al cervello a causa della rottura di un’arteria (“ictus emorragico” o emorragia cerebrale) o della sua chiusura (“ictus ischemico” o infarto cerebrale).
Le arterie maggiormente coinvolte sono le carotidi nelle quali si formano accumuli di sangue che possono staccarsi andando in circolo nelle arterie e ostruirle, nel caso dell’ictus ischemico. I depositi che si formano sono dovuti soprattutto all’ipertensione. Questa indurisce nel tempo le arterie, aumentando il rischio di rottura: in questo caso non arriva abbastanza ossigeno attraverso il sangue al cervello, che comincia a soffrire in un certo modo di asfissia. In questo caso si parla di ictus emorragico.

L’ictus può colpire chiunque, dai bambini agli anziani e ha conseguenze pesantissime: il 30% delle persone colpite solitamente ne muore e l’altro 30% rimane in vita, ma con gravi disabilità. La buona notizia è che negli ultimi anni, il trattamento dell’ictus è migliorato notevolmente: una cura tempestiva riduce morte e disabilità del 50% e il 70% delle persone colpite riescono, con la giusta cura e riabilitazione, a condurre una vita funzionale.

Le 10 cause e fattori di rischio dell’ictus

Secondo il World Stroke Organization (WSO), sono 10 i fattori di rischio responsabili del 91% degli attacchi di ictus:

  • ipertensione;
  • scarsa attività fisica;
  • un rapporto vita/fianchi (WHR) elevato;
  • un’alimentazione scorretta;
  • il fumo;
  • l’assunzione di alcol;
  • problemi cardiaci;
  • diabete;
  • un disequilibrio di grassi (ossia i lipidi, nelle analisi del sangue);
  • l’inquinamento.

La principale causa rimane sempre l’ipertensione, a cui è dovuto almeno il 50% di tutti gli attacchi e aumenta inoltre il rischio di emorragia intracerebrale. Sono fattori di rischio molto interconnessi tra loro ed è qui che entra in gioco l’importanza della prevenzione, seguendo regole e abitudini di vita sane.

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Come prevenire un ictus?

Visti i fattori di rischio, la prevenzione è davvero alla portata di tutti. Ecco semplici abitudini da adottare nella vita di tutti i giorni:

  • controllare diabete e colesterolo. I loro livelli devono sempre essere nei limiti;
  • fare attività fisica. 30 minuti di esercizio fisico al giorno abbassa del 20% le probabilità di essere colpiti;
  • combattere l’obesità. Rivolgiti assolutamente al tuo medico se ne soffri;
  • controllare un’eventuale fibrillazione atriale (aritmia del cuore);
  • seguire una dieta con poco sale, ricca di frutta e verdura;
  • smettere di fumare. Abbandonare il fumo riduce del 20% il rischio di avere un attacco. Masticare tabacco è altamente pericoloso allo stesso modo;
  • evitare le zone più inquinate, dato che ormai anche lo smog è diventato un fattore di rischio.

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Quali sono i sintomi dell’ictus?

Secondo gli esperti, almeno il 70% dei pazienti non riconosce attacchi ischemici transitori (si tratta di interruzioni temporanee nel flusso di sangue diretto al cervello) e ictus lievi. Persino quando i sintomi sono chiaramente identificabili, almeno una persona su tre non cerca immediatamente aiuto. Invece ridurre il tempo che passa tra l’emergere dei primi segnali e i primi soccorsi è fondamentale per avere maggiori possibilità di sopravvivenza o minori conseguenze.
Per aiutare le persone a riconoscere i sintomi, spesso non lampanti, di un ictus, il World Federation of Neurology (WFN) e il WSO hanno stilato delle semplici linee guida per riconoscere un attacco in base alle lettere che compongono la parola FAST (“veloce”, in Inglese).

F come “Face” (faccia). Chiedi di sorridere alla persona che ha un sospetto attacco di ictus: una parte del suo viso non si solleva o cade?
A come “Arm” (braccia). Chiedi alla persona di alzare entrambe le braccia. Una delle braccia non si solleva o addirittura cade da sola?
S come “Speech” (parlare). Chiedi alla persona di ripetere una semplice frase. Le viene difficile ripeterla o ha problemi nel capirla?
T come “Time” (tempo). Se la persona ha uno di questi sintomi elencati, chiama immediatamente un’ambulanza dicendo che si tratta di un sospetto ictus.

 

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